“Naturalismo, nichilismo e relativismo – spiega Amaldi citando anche un recente articolo di Mons. Bruno Forte – sono tre facce di una stessa concezione”. È però il naturalismo ad avere “sempre più peso in quanto facilmente percepibile anche da coloro che non sono interessati ai grandi interrogativi”. Lo vediamo nel fatto che “gli annunci delle scoperte scientifiche si susseguono e le loro conseguenze sulla salute e sulla vita quotidiana sono sottolineate dai mezzi di comunicazione di massa, che ribadiscono l’idea che esiste un’unica realtà, la Natura, e che l’uomo riesce ad usarla a proprio vantaggio”.
Ecco quindi la necessità di una ri-evangelizzazione che “non può prescindere dalla storia della progressiva presa di coscienza, da parte del pensiero occidentale, della marginalità dell’uomo nell’universo, a cui ha la stessa astrofisica “ha contribuito con il passaggio dalla visione geocentrica a quella eliocentrica e poi, nel corso del XX secolo, con la scoperta di miliardi di galassie e infine con la constatazione che la massenergia visibile con i telescopi è soltanto il 4% della massenergia totale dell’universo”.
Link Il Sole 24 Ore
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