Il fisico e teologo John Polkinghorne propone un dialogo profondo tra scienza e religione, fondato sulla comune ricerca della verità.
Nel volume Science and Religion in Quest of Truth, pubblicato nel 2011, il fisico teorico e sacerdote anglicano John Polkinghorne affronta con rigore e chiarezza il rapporto tra scienza e religione, proponendo una visione integrata della conoscenza. L’autore, già docente di fisica matematica a Cambridge prima di intraprendere la via del sacerdozio, è noto per i suoi numerosi contributi al dialogo interdisciplinare e per il suo stile accessibile, ma al tempo stesso profondo.
Il libro si basa su una convinzione forte e coerente: sia la scienza che la religione cercano la verità, pur con metodi e linguaggi diversi. Lungi dall’essere rivali, queste due vie del sapere umano possono e devono dialogare, confrontarsi, illuminarsi reciprocamente. Per Polkinghorne, ridurre la religione a semplice emozione o la scienza a puro empirismo è un grave errore epistemologico.
Due modi complementari di conoscere il mondo
Polkinghorne distingue tra la scienza, che cerca di spiegare il come del mondo attraverso leggi naturali e osservazioni sperimentali, e la religione, che si interroga sul perché delle cose, sul senso ultimo dell’esistenza, sulla presenza di Dio nell’universo. Non si tratta, quindi, di ambiti in conflitto, ma di livelli diversi di interpretazione della realtà.
L’autore invita a superare la visione riduzionista, che pretende di spiegare la totalità dell’esperienza umana soltanto attraverso i dati scientifici. Allo stesso modo, rifiuta le posizioni fideistiche che ignorano la legittimità del sapere scientifico. La verità, sostiene Polkinghorne, è una, ma multifacetica: richiede approcci molteplici, complementari e dialoganti.
Verità, umiltà e apertura alla complessità
Un tema centrale del volume è quello della verità. Polkinghorne sottolinea che sia la scienza che la teologia devono esercitare umiltà epistemica: nessuna disciplina ha il monopolio della verità, e la complessità del reale richiede apertura, confronto e continua revisione. La fede cristiana, in particolare, non è cieca ma ragionevole, in quanto fondata sull’esperienza, sulla testimonianza e sulla riflessione critica.
L’autore affronta anche temi cruciali come l’evoluzione, il Big Bang, la cosmologia, l’azione di Dio nel mondo e la risurrezione, cercando punti di contatto e armonia tra le scoperte scientifiche e la dottrina cristiana. Il suo approccio è sempre attento a non forzare i dati della scienza né i contenuti della fede, ma a metterli in dialogo autentico.
Un contributo al dialogo contemporaneo
Science and Religion in Quest of Truth rappresenta una sintesi matura del pensiero di Polkinghorne, e al tempo stesso una guida preziosa per chi desidera avvicinarsi al dialogo tra fede e scienza in modo serio e critico. L’autore ci invita a non accontentarci di spiegazioni semplicistiche, ma a esplorare in profondità la realtà, con intelligenza, fiducia e spirito di ricerca.
In un’epoca segnata dalla frammentazione del sapere e dalla sfiducia nella verità, il libro di Polkinghorne è un invito a recuperare l’unità della conoscenza e la bellezza del pensiero che cerca, dialoga e crede.
Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.